La caduta del Titanic

Certamente, quando con il processo di Norimberga sono venuta a sapere di quelle cose orribili, delle millecinquecento persone che finirono in mare, quando l’ho saputo, mi sono sentita così sconvolta che non riuscivo a crederci. C’erano solo venti scialuppe, solo una di loro tornò indietro, una, sei persone furono salvate, ma non sono riuscita a trovare nessun collegamento fra quelle cose orribili e il mio lavoro di segretaria. E le settecento persone sulle scialuppe non poterono far altro che aspettare, aspettare di morire, aspettare di vivere, aspettare un perdono, che non sarebbe mai arrivato, ma io so che mi sentivo così sollevata che non ci fosse stata alcuna mia responsabilità personale, e anche di non avere mai saputo niente. Non sapevo che fossero morte così tante persone, ma poi un giorno hanno trovato il Cuore dell’Oceano e mi sono resa conto, che il fatto che allora fossi giovane non era una buona giustificazione, perché avremmo dovuto accorgerci comunque, di quello che stava succedendo sul Titanic.