La Cucina Nuova, Giorno 1 – la distruzione

L’assenza dei mobili ci rivelò uno scenario raccapricciante: le pareti nude della cucina.
Ovvero: intonaco grezzo, coperto da un’orribile carta da parati, coperta da piastrelle di colori diversi (verdi e rosse), coperte da una mano di bianco panna come nel resto della cucina. Il tutto sagomato a seconda dei mobili dei vari proprietari, laminato del pavimento compreso. In altre parole, si poteva studiare il rivestimento della parete come gli strati di roccia o gli anelli degli alberi, per andare indietro nel tempo e immaginare (molto bene) le sagome dei mobili dei proprietari precedenti (non solo l’ultimo).
Avevamo un giorno prima dell’arrivo degli elettricisti per liberare una parete e mezzo, cercando di uniformare la situazione. Ed è quello che abbiamo fatto il primo giorno della settimana che passerà alla storia come quella in cui abbiamo fatto La Cucina Nuova.

Giorno uno

Primo passaggio: rimuovere tutte le piastrelle.
Non essendo molto attrezzati, inizio armato di martello e cacciavite, mentre la mia compagna (di sventura) va a procurarsi uno scalpello degno di questo nome in uno di quei posti enormi tedeschi che vendono qualsiasi cosa e danno musica pop italiana (possibilmente anni ’90). Al suo ritorno però sono già sommerso di cumuli di macerie e bestemmie di quelli del piano di sotto (dove abita tra l’altro un noto drammaturgo che ha fatto dello straniamento uno dei suoi cavalli di battaglia). Lo scalpello è molto utile però per finire i lati dove le piastrelle erano più difficili da rimuovere, anche se nella foga viene via mezzo muro (di questo riparlaremo nei prossimi giorni).

Secondo passaggio: rimuovere la carta da parati.
Muniti di coltelli a perdere (già rovinati da un primo tentativo di utilizzo per la rimozione delle piastrelle), di spruzzino pieno d’acqua (il solvente non ce l’abbiamo ed è domenica, il giorno del riposo universale in Germania – solo l’internet point turco in fondo alla strada può salvarci, ma non è così fornito) e di video tutorial di YouTube, ci mettiamo all’opera. Impariamo strada facendo e la tecnica migliore si rivela essere (promemoria per il futuro o per uno sventurato lettore a cui dovesse capitare la medesima incombenza): staccare la parte esterna (colorata) della carta da parati, bagnare il rimanente strato di colla, aspettare qualche momento per farla asciugare, poi partire a staccare dal basso sperando che vengano via i pezzi più grandi possibili. In alternativa grattuggiare il muro come dei pazzi per pomeriggi interi.