La Cucina Nuova, Giorno 4 – stendere pavimenti non è facile come sembra nei video di YouTube

Dato l’intonaco, la strada sembrava in discesa. Non sapevamo quanto ci sbagliavamo: ci aspettava un pomeriggio intero di errori, sorprese, ingiurie, ferite, bestemmie, sangue e sofferenza. C’era ancora da mettere giù il pavimento de La Cucina Nuova.

Giorno 4

La mattina ci svegliamo con relativa calma, per cercare di recuperare un po’ dagli ultimi giorni. Dopotutto ci aspetta solo di rasare il muro con la carta vetrata e di stendere il pavimento, cosa per cui abbiamo studiato migliaia e migliaia di video in più lingue su YouTube.
Mentre la mia compagna si dà alla carta vetrata, io ne vado a comprare ancora (ecco un altro insegnamento che abbiamo imparato durante questi lavori: compra tutto abbondante, che poi ti serve, altrimenti ti tocca fare mille giri e sentire ancora una volta Laura Pausini – come ho fatto io, e poi ci sono avanzati 20kg di intonaco che poi scade), oltre a fare un minimo di spesa, che stiamo mangiando su piatti di carta solo cose non cotte, però almeno un po’ di frutta, verdura e pane ci servono.
Al mio ritorno, la mia compagna è diventata un alieno, completamente ricoperta di polvere grigiobianca, tant’è che insiste per concludere da sola il lavoro ed evitarmi la stessa fine. La ringrazio vivamente e faccio finta di lavorare per qualche ora.

Ma è dopo pranzo che iniziamo a togliere il pavimento vecchio in laminato (facile) e scopriamo che: sotto al pavimento sagomato a forma di mobili e a degli strati di imbottitura posizionati casualmente…c’è un altro pavimento (bruttissimo). Dal materiale e dalla decorazione sembra provenire direttamente dal dopoguerra (l’ho già detto, ma scrostando l’infrastruttura di questa casa si può veramente viaggiare nel tempo).
La cosa però non ci cambia molto il lavoro: dobbiamo mettere prima l’isolante (che sembra una stuoia di polistirolo o di parasole per la macchina, solo molto più costoso) e poi stendere gli assi di vinile, esattamente come fanno quelli dei video, che sembra facilissimo, “basta un click”.
Ecco. Basta un click se: non devi sagomare nulla, le pareti sono esattamente perpendicolari, parti a montare dal lato giusto. Ovviamente, nel nostro caso non è vera nessuna delle ipotesi di partenza. All’ultima rimediamo (e diamo diplomaticamente la colpa alla stanchezza), per le altre due ci salverà solo il taglierino (abbiamo preso il pavimento sottile anche per non dover andare di sega). Il procedimento per tagliare grossi pezzi regolari di queste assi è (esattamente come mostrato nei video) facile: basta fare un bel taglio trasversale nel punto giusto (occhio con gli incastri!) e poi spezzare il tutto sopra/sotto un ginocchio. Il procedimento per tagliare piccoli pezzi irregolari di queste assi è (almeno secondo la nostra fallace esperienza) estremamente difficile: bisogna prendere misure in qualche modo, fare i solchi più precisi possibile (ma auguri, specie con le curve), poi indossare spessi guanti da sci e provare a staccare i pezzi a mano con la forza bruta. E sperare di non tagliarsi malissimo, cosa che ovviamente è successa.
Alla fine, con anche il terrore di non avere abbastanza pezzi (perché non basta controllare quanti mq ci sono scritti sulle scatole se poi li devi tagliare tutti, e rimangono gli incastri solo su un lato), riusciamo a ottenere un risultato quasi soddisfacente (a parte l’ultimissima asse, ma storia troppo lunga). Ma concludiamo il lavoro alle 10.30 di sera, devastati psicofisicamente, troppo anche solo per mangiare. Non ci resta che lavarci e andare a dormire che domattina torna l’elettricista prestissimo ad attaccare il forno, lavoro che a quanto pare può fare solo lui – sic ma anche sigh.

(piccolissima nota: ti odio crucco con gli occhiali che ci hai ingannato coi tuoi pavimenti regolarissimi)