La Cucina Nuova, Giorno 5 – imbiancare è una gioia della vita

La sveglia suonò alle 7 anche quella mattina (sì ok, non ci si può lamentare di questo, ma non ci siamo più tanto abituati), e ci svegliammo entrambi come fossimo appena stati investiti dal Mercedes Sprinter del trasloco. Non era l’acido lattico post-decathlon a cui ero relativamente abituato, non era nulla di conosciuto, ma una sofferenza diffusa paragonabile solo alla trasformazione dell’intera superficie epidermica in un continuo e indistinto livido dolente. L’unica forza che ci aiutò nel risveglio fu la coscienza di essere quasi alla fine dei lavori per rifare La Cucina Nuova.

Giorno 5

L’elettricista arriva puntuale e ci collega il forno e le piastre (tutto elettrico, e facilissimo, non potevamo farlo noi? boh, pare di no) e ci fa anche qualche mezzo complimento per l’avanzamento della nostra cucina. Noi rispondiamo con qualche grugnito, piegati in due e lenti nei movimenti come degli zombie vecchio stile, poi lo cacciamo di casa.
Appena riuscito a ricomporre un po’ i pezzi (dei nostri corpi), torniamo ancora una volta nei soliti magazzini (quelli vicini, cambia un po’ l’assortimento e i prezzi, ma non la musica: stavolta è il turno di Nek) per procurarci la vernice bianca coprente antischizzicazziemazzi speciale per la cucina e un rullo di riserva (che quello che abbiamo è messo malino). Il fatto è che abbiamo già imbiancato tutto l’appartamento vecchio prima di andarcene e sappiamo per esperienza che non è così dura, anzi la cosa peggiore è svuotare le stanze, cosa che in questo caso non dobbiamo fare di certo (c’è solo il forno, ma basta coprirlo con rotoloni di plastica, così come il preziosissimo pavimento nuovo).
Alla fine la vernice coprente lo è davvero, visto che il nostro unico timore era di dover dare due mani (dato che sotto c’è l’intonaco e non un muro già bianco solo un po’ sporchino), ma non c’è stato bisogno. Un lavoro rapido e (quasi) pulito. Ogni tanto sono sodisfazioni. Certo, la perfezione è altro, ma la perfezione non riguarda nulla di ciò che abbiamo fatto in questa cucina.

La sera non ci rimane che portare dentro i mobili e gli elettrodomestici dal lato non imbiancato (il frigo lo mettiamo domani, il forno rimane momentaneamente staccato dalla parete) e poi abbiamo finito!
Con qualche asciugamano e diversi insulti dal solito vicino di sotto che ormai ci vorrà morti in almeno dieci modi diversi, riportiamo dentro: lavandino, lavatrice e lavastoviglie. Le nuove prese dell’elettricista vanno benissimo (e vorrei anche vedere), attacco gli scarichi e l’acqua, proviamo e….piscia dappertutto.
Prima di andare in panico, controlliamo bene e ho solo scambiato un attacco aperto con un attacco chiuso del sifone (perché l’hanno fatto??) e la T per i due elettrodomestici ha bisogno di una guarnizione in più e di una simpatica chiave del 30 per essere chiusa meglio. Non mi resta che tornare nel maledettissimo magazzino a cantare “Se una regola c’è” per poi completare l’opera e ammirare orgoglioso il risultato dei nostri lavori.
E soprattutto smettere di lavare i piatti nel lavandino del bagno.