La Cucina Nuova, l’orrore continua

Come ogni horror di successo (o meno), anche La Cucina Nuova ha il suo sequel.
Sequel che si è presentato sotto forma di due facchini enormi pronti a ridicolizzarmi, passandosi una cucina Ikea come fossero fogli di carta.

In realtà gli elettrodomestici, lavandino compreso, sono già al loro posto. Dobbiamo montare solo quattro pensili, una cappa e due cassettiere. Facile, no? No.

ikeaPrima di tutto, la solita visita da Hellweg che, essendo la via per l’inferno, è disposto a noleggiare i suoi strumenti da bricolage in cambio della tua anima. Noi abbiamo bisogno di una sega a coda per un giorno, per tagliare un po’ del mobile sotto al lavandino, un pensile che andrà a coprire la caldaia, e le maledette barre metalliche Ikea per appendere i suddetti pensili. I tagli procedono bene (salvo dover tornare a prendere le lame da acciaio, e sbagliandosi due volte, per fortuna che in Germania si possono restituire le cose), il problema viene quando andiamo a montare i pensili sulla parete della caldaia, appunto. Il muro e le piastrelle mi ricordano il mare quando tira vento e riuscire a montare due pensili di fila, facendoli combaciare sia fra di loro che al muro è fisicamente impossibile. L’unica soluzione rimane staccarli e montare il secondo oltre la caldaia, rendendosi conto di averlo segato per niente, e soprattutto di avere ora un buco enorme sul fondo.

Passando all’altro lato della cucina, montare le cassettiere è abbastanza facile, i cassetti un po’ meno. Prima di tutto: chi l’ha detto (e perché) che le sbarre per i mobili bassi vanno sempre a 82cm dal pavimento? Maledette istruzioni Ikea. Poi: i piedini di plastica semplicemente appoggiati sono la cosa peggiore mai vista in un mobile in vita mia. Infine: non abbiamo ancora capito come si fa a infilare i cassetti nelle loro guide, semplicemente ogni volta siamo riusciti a incastrarli a furia di bestemmie e movimenti privi di logica o fondamento.

I pensili di sopra dovrebbero essere i più facili da montare, perché è il muro rifatto da noi (vedi le puntate precedenti) e quindi, per quanto sia, almeno dritto. Il problema sorge quando prendo un simpatico filo elettrico con il trapano facendo saltare la luce e venendo illuminato a giorno da una scintilla/fiammata nel buio. Scagazzo a parte, l’unica soluzione è tornare da Hellweg e impegnare anche l’anima della mia ragazza per noleggiare un Ortungsgerät, per tracciare i fili elettrici sotto al muro. Lo so, avrei dovuto farlo prima, ma su quella parete in teoria non doveva esserci niente. E infatti non c’era niente, tranne quel filo in verticale (quindi prenderlo facendo una quattro fori su una linea orizzontale non era così semplice) che a quanto pare non collega niente, ma è alimentato. Misteri della fede che non vogliamo esplorare, apro un buco, isolo i due fili per fortuna solamente danneggiati (in doppia guaina, ma senza canalina, semplicemente cementati nell’intonaco) e richiudo tutto. Fatto questo anche i pensili di qua sono a posto.

Rimane la cappa. Montare la cappa non sarebbe così difficile, non fosse per le istruzioni demenziali Ikea. Non tanto difficili da seguire, quanto sbagliate e/o contrarie a ogni senso logico. Dalla vite per avvitare le viti, al tubo da montare dopo aver già fissato le estremità (come? e perché?), questa cappa si rivela il vero capolavoro del sadico designer di istruzioni Ikea. La soluzione però è abbastanza semplice: basta non seguirle.

E così, alla fine, dovremmo avercela fatta: abbiamo La Cucina Nuova. Credo.
A meno che.