La tecnologia nei libri

Il libro che ho appena finito (Dora – un caso clinico – di Lidia Yuknavitch) fa un uso un po’ goffo della tecnologia. E non sarebbe un problema, quasi chiunque (me compreso, sia chiaro) fa un uso un po’ goffo della tecnologia, nei libri poi. Non sarebbe un problema se non vi insistesse così tanto.

copQuesta cosa mi ha fatto pensare al fatto che la rapidità dell’evoluzione tecnologica rende estremamente connotante qualunque sua descrizione dettagliata. Se si specifica l’utilizzo di Google Talk come chat si parla di un periodo fra il 2006 e il 2013, quando venne sostituito da Google Hangouts (notare il passato remoto per 2 anni fa). Se invece si usa MSN Messenger non si va oltre il 2011 (massimo 2012), anno in cui Microsoft comprò Skype. Se si specifica l’uso di un iPhone che non riprende in HD, si può essere solo fra il 2007 (uscita del primo iPhone) e il 2010 (uscita del primo iPhone che riprende in HD), che tanto non esiste che un apple-user non cambia device appena uscito il nuovo modello. Infine se si va nel dettaglio di memorie o modelli specifici di oggetti tecnologici, spacciandoli poi come novità o all’avanguardia, si dovrebbe tener conto che tutto questo potrebbe dare una connotazione temporale altrettanto forte che ambientare una storia a New York durante il crollo di un paio di grattacieli. Anche se forse in maniera meno evidente.

Comunque questo col libro non c’entra niente, che è goffo e basta, come i vecchi che vogliono fare i giovani. Proprio la cosa che mi sembra succedere in questo libro, ecco.

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