classifiche

Classifiche di vendita

Scopro ora, grazie alla Lavanderia a gettoni, le classifiche di vendita di Amazon.
E scopro anche che, in mezzo a molte altre autopubblicazioni (ma non solo), La lavanderia a gettoni è al #10 delle raccolte di racconti gratuite su amazon.it o che è al #3 fra la fiction italiana gratuita su amazon.com.
Mi sa che gli ebook non vendono molto, ancora. Almeno in Italia.

Le non-classifiche del 2014 #1: qualche album

Quest’anno la settimana delle classifiche la faccio nell’anno dopo. Che poi non ho capito perché si debbano fare classifiche sull’anno ad anno non concluso.
Inoltre nella settimana delle classifiche non farò classifiche. Che non ho voglia di ordinare, catalogare, eccetera.
Quindi si va di elenchi scombinati, liste e segnalazioni singole, perché alla fine è più divertente così. Almeno per me.
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Le classifiche del 2013 #7: le 3 cose più importanti della vita

Giusto per concludere questa settimana, ripropongo la classifica semi-seria delle cose più importanti della vita che avevo già postato tempo fa da qualche parte nell’Internet.
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Le classifiche del 2013 #5: 9 libri e 3 fumetti

Questa classifica comprende libri letti nel 2013 e non del 2013, perché non sono sul pezzo nelle letture (e non mi interessa neanche esserlo, con la musica e il cinema già un po’ di più, anche se sono comunque tendenzialmente poco reattivo alle novità). L’unica uscita del 2013 presente nella classifica di oggi è il primo fumetto, che poi è una riedizione deluxe di un fumetto seriale (chissà quale!) uscito nel 2009.


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Le classifiche del 2013 #4: altri 2 film

Quest’anno ho visto due film al cinema che non riesco a includere in (nessuna) classifica.

historia-de-la-meva-mort-albert-serra-posterIl primo è Historia de la meva mort di Albert Serra, film catalano coraggiosissimo e anacronistico, non per questo privo di fascino, anzi. Ne avevo già parlato brevemente qui, per quanto mi era riuscito. Non saprei in realtà cosa aggiungere, ma mi rimaneva la voglia di citarlo. In generale sono sempre per concedere meno sconti possibili allo spettatore quindi apprezzo un’opera simile, nella sua peculiarità e difficoltà, anche perché è stata fatta da un giovane e nel 2013.

 

Il secondo è un film davvero fuori (da qualsiasi) classifica. Parlo ovviamente di Evangerion shin gekijôban: Kyu, meglio noto anche come Rebuild of Evangelion 3.0: You Can (Not) Redo di Hideaki Anno. Visto al cinema (il mio primo Evangelion al cinema!), ma non so proprio cosa pensarne. Mi consola il fatto di non essere l’unico. Aspetto fiducioso l’uscita di Final, previsto per il 2015 forse (la data ufficiale non è ancora uscita, chissà se stavolta la proietteranno direttamente sulla luna), nel frattempo perdo il mio tempo su DummySystem.

Le classifiche del 2013 #3: 6 film e 1 serie tv

Di film di quest’anno ne ho visti relativamente pochi, quindi classifica da 6 posti (+1), oltre alla serie tv più bella del 2013, per me che di serie tv ne guardo davvero poche (ah, non è Breaking Bad ovviamente).


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Le classifiche del 2013 #1: 9 album e 3 ep

Visto che è fine anno e va di moda ed è divertente fare le classifiche, via con la settimana delle classifiche del 2013. Inizio con la musica: 9 album e 3 ep usciti nel 2013.


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5 libri (e un fumetto)

Prendendo sempre spunto dalle conversazioni con amici, ho pensato di stilare una delle solite classifiche che non significano niente e cambiano col tempo, anche piuttosto rapidamente.
Ancor prima di partire, dico che anziché i soliti 10 migliori libri letti, ne metto solo 5. E poi non sono i migliori libri letti, ma quelli a cui sono più legato, da isola deserta, etc. Il metro di inserimento è più o meno la voglia che ho di rileggerli ogni volta che ne parlo, oltre a quanto mi abbiano sconvolto la vita, non solo di lettore. E poi non sono in ordine di gradimento, ma alfabetico di autore. Insomma, va a finire che non è neanche più una classifica, ma un semplice elenco.

 

1. Trilogia di New York di Paul Auster
I thriller atipici ed esistenziali di questo libro sono stati per me una rivelazione come lettore e scrittore e sono tutt’ora una fondamentale ispirazione per ciò che scrivo, forse la principale. Vi sono legato anche per motivi affettivi che non sto qui a spiegare, ma mi sono tanto innamorato dell’autore che dopo la lettura della Trilogia, mi sono procurato (o mi hanno procurato) tutti i seguenti libri (di fiction o meno) di Auster, per una lettura avida e curiosa. Posso dire che la Trilogia di New York sia il famoso ipotetico libro che vorrei aver scritto nella mia vita.

2. Trilogia di Samuel Beckett
Ovviamente si parla di Molloy, Malone Muore (il mio preferito) e L’Innominabile. Ho scoperto Beckett piuttosto di recente, ma anche qui, come per Auster, è stata una rivelazione spiazzante. Più che come autore, Beckett ha sconvolto la mia condizione di essere umano, il mio pensiero, andando a toccare corde tese e nascoste all’interno di me, con un tocco tra l’altro tanto originale e folle quanto preciso e perfetto. Autore molto particolare, forse unico, per me Beckett è diventato rapidamente il punto di riferimento dell’intero novecento andando a superare anche l’inamovibile (credevo) che si trova alla prossima posizione.

3. Tutti i racconti di Franz Kafka
Preferisco il Kafka dei racconti piuttosto che quello dei romanzi, più o meno incompiuti. Racconti onirici, angoscianti, disarmanti nella loro semplicità, perfino comici nella loro tragicità. L’imprevidibilità, le possibili letture, i significati sempre nuovi, il fascino misterioso dell’incomprensione sono tutti valori aggiunti agli scritti di Kafka, che li rendono interessanti ad ogni ulteriore rilettura. Per questi stessi motivi, faccio fatica a scegliere uno o più racconti sugli altri, anche fra i più famosi. Ad esempio, di recente ho ritrovato il breve “Davanti alla legge” nell’Antologia della letteratura fantastica e mi ha colpito come non l’avessi mai letto prima.

4. Il libro dell’Inquitudine di Bernando Soares di Fernando Pessoa
Questo non è un vero e proprio romanzo, né un insieme di racconti, ma un libro di vita e considerazioni umane sulla stessa condizione umana. Qualcosa che trascende l’oggetto del romanzo e del libro, tendendo ad una bellezza ed una profondità che mi ha sconvolto. Bernando Soares è un eteronimo che si è occupato esclusivamente di annotazioni e congetture aldilà della finzione, appuntate nello stile unico dello scrittore lusitano, un gigante non solo della letteratura portoghese, ma di quella mondiale. Proprio per la sua condizione di libro-non libro, si presta a saltuarie e parziali riletture, per rimanere sempre affascinati dai dubbi di Bernando Soares, che sono poi quelli dell’umanità tutta.

5. Il Signore degli Anelli di J.R.R.Tolkien
Questa è forse la scelta meno in linea con le altre, ma pur non essendo (più) un patito del fantasy (anzi, ormai rifuggo piuttosto spesso da questa categoria, scaduta spesso nel cliché), questo libro trascende il genere (che d’altronde non era tale quando uscì) e narra di un’epopea fantastica su più livelli di lettura. Dipenderà anche dal fatto che la prima volta lo lessi a undici anni, ma da questo libro imparai (prima a livello subconscio, poi a livello conscio, magari ne scriverò prima o poi) molte cose e quando alla fine compresi chi era il vero protagonista del romanzo e le conseguenti implicazioni, per la prima volta piansi per un libro in vita mia.

 

bonus. Asterios Polyp di David Mazzucchelli
Volevo mettere un fumetto come bonus, ed ero stato tentato da “Città di vetro”, ma visto che avevo già inserito La trilogia di New York fra i cinque libri non mi è sembrato il caso. Però il disegnatore è lo stesso, e in questo caso anche sceneggiatore, coloratore, insomma, tuttofare. Ha scelto anche i materiali della copertina e su cui è stampato il fumetto, non lasciando nulla al caso. Ed è proprio questa cura al minimo dettaglio, oltre alla storia e al disegno piuttosto originali (più il disegno della storia), che rende interessante se non obbligatoria una molteplice lettura di Asterios Polyp. Ce l’ho da meno di sei mesi e non so quante volte l’ho già riletto, amandolo ogni volta.