compagni di classe

Wörter in Münster #28: due mesi e non sentirli

DISCLAIMER: i seguenti racconti potrebbero ispirarsi a fatti realmente accaduti

Oggi è iniziato il mio terzo e ultimo mese di corso di lingua, al termine del quale darò il temutissimo B1-Prüfung. L’esame di B1 di tedesco.
Devo dire che sinceramente non ci avrei mai creduto prima di partire, ma dopo aver fatto anche un facsimile in classe, penso invece di potercela fare. I miei dubbi sulla lingua sono rimasti molti e non la parlo così bene, anzi, però forse per il B1 basta.
A qualcosa questi due mesi sono serviti.
Continue Reading →

Wörter in Münster #23: la (Deutsche) vita continua

DISCLAIMER: i seguenti racconti potrebbero ispirarsi a fatti realmente accaduti

Dopo un mese e mezzo riesco a cogliere finalmente gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza[[1. visto che va di moda citare La Grande Bellezza, almeno ho evitato di farlo la settimana scorsa; per fortuna la mia lontananza mi risparmia gli eventi nazionali televisivi e più in generale la televisione italiana tutta]] di questa mia Deutsche Vita a Münster.
Continue Reading →

Wörter in Münster #20: ritorno a casa GC

DISCLAIMER: i seguenti racconti potrebbero ispirarsi a fatti realmente accaduti

Sono tornato nella mia cameretta, nell’appartamento del Grande Capo (in realtà è di Herr Vermieter, ma il proprietario de facto è il GC). Ho un paio di cosette in più, in particolare una stilosissima poltroncina scura che è quasi più figa di quella rossa, non fosse che quella rossa gira. E ho anche un paio di cosette in meno: ovvero le ciabatte di plastica e un maglione (per fortuna quello meno costoso e a cui tenevo di meno, anche se era uno dei due con lo scollo a V), che sono rimasti impigliati nella bocca di uno dei cani dei Signori Della Galassia.
Questa volta la permanenza nella villa mi è costata cara.
Continue Reading →

Wörter in Münster #16: nuovo corso vecchie abitudini

DISCLAIMER: i seguenti racconti potrebbero ispirarsi a fatti realmente accaduti

Ho livellato.
Ieri è iniziato il Grundstufe 7, come annunciato. Degli spagnoli invece non se ne è presentato uno, diversamente da quanto annunciato.
Martedì, all’ultimo giorno del Grundstufe 6, delusi dal mancato ricevimento dell’attestato di presenza al corso (che si ottiene solo a fronte del 70% di ore di presenza), hanno attestato tutti che non sarebbero mancati mai al Grundstufe 7. Neanche un giorno! A meno che.
Continue Reading →

Wörter in Münster #14: gli avvenimenti della settimana (scorsa)

DISCLAIMER: i seguenti racconti potrebbero ispirarsi a fatti realmente accaduti

La settimana scorsa è stata ricca di (piccoli o grandi) avvenimenti, legati ai compagni di classe più che ai coinquilinen.
Prima di tutto, la rivoluzione. Ho deciso di prendere per la prima volta il bus delle 7.41 anziché quello delle 7.21, guadagnando così 20′ di sonno. Questo mi porta ad arrivare 5 minuti in ritardo anziché 15 in anticipo e la puntualità è importante per i tedeschi (concetto ribadito anche dalle insegnanti), ma dopo un intero corso di spagnoli che arrivano con ritardi variabili dai 15 ai 150 minuti ho pensato di poter osare qualcosa anch’io.
Peccato che se ne sia subito accorto anche Kim, fermandomi alla pausa per farmi notare del ritardo e subito ridendo con/di (a voi la scelta) me.
Continue Reading →

Wörter im Münster #10: di pause e problemi linguistici

DISCLAIMER: i seguenti racconti potrebbero ispirarsi a fatti realmente accaduti

Oggi volevo parlare delle solite pause di mezz’ora a metà mattina, passate come sempre con gli ispanohablanti, ormai divenuti tragicamente il mio gruppo di riferimento qui a Münster. Normalmente si va in un bar vicino alla Volkshochschule (VHS d’ora in poi, come le cassette di una volta), un bar economico, talmente economico che non prendo mai niente che io ancora una fonte di reddito qua non ce l’ho. E così arrivo alle 12 che non capisco più nulla dalla fame e mi perdo sempre l’ultima mezz’ora di lezione, oltre che i succhi gastrici nel tragitto verso casa.
Una cosa divertente di questo bar è la perenne presenza (l’edificio stesso gli è stato costruito attorno, probabilmente) di un uomo sulla cinquantina, impassibile e solo, che sta lì e aspetta. Lo troviamo tutti i giorni al nostro arrivo e lo lasciamo lì quando ce ne andiamo. Abbiamo avuto interazioni con l’Uomo Misterioso solo per chiedergli una sedia e a volte è stato quasi inglobato dal gruppo, senza che però ciò scalfisse minimamente la sua imperturbabilità.
Continue Reading →

Wörter in Münster #8: primo e ultimo fashion post

DISCLAIMER: i seguenti racconti potrebbero ispirarsi a fatti realmente accaduti

Vorrei davvero parlare della scorsa serata dei miei compagni di corso, ma farò invece il mio primo (e ultimo) post da fashion-blogger. In realtà vorrei parlare anche dei miei coinquilinen, se solo li incontrassi. Maurizio si vede raramente, Üter si percepisce solo (e alla fine sono anche contento di non incontrarlo troppo visto che continua a parlare una lingua tutta sua che per quanto mi riguarda non ha compenetrazioni col tedesco che sto studiando). L’unico che incontro ogni tanto è il Grande Capo. Anche se anche lui più che altro lo percepisco, grazie alla sottile parete che ci divide, al suo subwoofer proporzionato e ai suoi gusti musicali terribilmente est-europei.
Ma fashion blogger si era detto.
Continue Reading →

Wörter in Münster #5: resoconto della prima settimana di lezione

DISCLAIMER: i seguenti racconti potrebbero ispirarsi a fatti realmente accaduti

La prima settimana di lezioni è andata e si è rivelata meno difficile di quanto temuto.
La mia preparazione ha delle falle, specie nel parlato faccio abbastanza fatica, ma per il resto me la cavo dai. Ogni mattina arrivo dieci minuti prima dell’inizio delle lezioni per via degli orari del bus #1. In quell’orario degli ispanofoni c’è solo El Salvador, che si sta rivelando un po’ la mia salvezza e condanna. Passo con lui e il suo harem tutte le pause a metà mattina e si parla solo spagnolo[[1. nonostante faccia parte del gruppo anche Gnam, una sudcoreana assente il primo giorno, la quale segue con interesse ogni conversazione per poi confermarmi di non capire una parola di spagnolo]], ma ora come ora “parlare” tedesco anche durante la pausa sarebbe un’impresa ardua. Così capita che anche prima della lezione El Salvador mi conceda qualche perla, svelandomi ad esempio che in fondo al libro degli esercizi ci sono le soluzioni dalle quali copiare tutto. Guarda il libro, guarda me, guarda il libro, guarda me, occhiolino.
Tuttavia a tenere banco in quei dieci minuti prima della lezione (e non solo) sono sempre loro, i mattatori indicussi di ogni conversazione delirante: Ivan il Terribile e Kim aus Korea. Tutti i giorni aspetto l’arrivo della Deutschlehererin annotandomi gli accadimenti, per sentirmi un novello Abed nella mia personale Community.
Continue Reading →

Wörter in Münster #3: primo giorno di scuola

DISCLAIMER: i seguenti racconti potrebbero ispirarsi a fatti realmente accaduti

La sveglia delle 7.30 è un trauma per me che, ormai da un anno, raramente mi sveglio a questi orari proibitivi.
Non maleditemi, non serve a niente (diceva uno), mi ci dovrò abituare.
Fuori è buio, i coinquilinen dormono. Faccio un colazione senza tè ma con molti panini alla marmellata[[1. devo mangiarne mediamente due al giorno tutti i giorni se no mi scadono]], poi mi preparo in tutta fretta. Ci tengo a non arrivare in ritardo il primo giorno di lezione, specie qui in Germania dove pare che la puntualità sia un valore importante. Pare. Il richiamo della natura mi fa perdere un po’ di tempo, ma le gambe non ancora atrofizzate me ne fanno recuperare un po’ in modo da arrivare a prendere tranquillamente l’autobus delle 8.20. Scordandomi però la merenda a casa: dramma.
Continue Reading →