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Cose

Nulla, niente, nichts.
Da dove o da cosa ricominciare se non c’è nessun luogo? Nessun argomento?
Non c’è fine né inizio, solo un continuo fermarsi e ripartire per non cadere davvero, in una perdita d’equilibrio sempre rimandata, sempre più vicina.
Insomma, si potrebbe ripartire da quegli eventi discreti che compongono il fluire fintamente continuo del nostro tempo personale, quelli che poi si incagliano nella memoria o quelli che scompaiono fra i sogni. Eventi, immagini, cose.
Che poi io non ho mai immaginato nulla, solo visto e ricordato e sognato.
Che poi sono andato a riprendere una fiera cittadina tedesca e adesso dopo monterò qualcosa, qualcosa di terrificante.
Lo monterò più dopo che adesso, che poi mi è morto il portatile e forse è la volta buona che lo cambio.
Senza forse, che poi a fine mese arriverà la prima tredicesima della mia vita (o almeno così mi hanno detto).
Che poi ieri sera, preso da non so quale raptus o voglia di shopping, ho speso più di 100 euro in ordini di libri.
Che poi i libri per me sono come le borse o le scarpe per le ragazze. Non generalizziamo che non sta bene, diciamo “per la mia ragazza”, che poi dire “mia”, con un aggettivo possessivo, forse non è bello, ma dire “la ragazza” senza aggettivo possessivo mi sembra un po’ vago, che questa ragazza non si capisce se vive con me o con chi, e chi è. Un articolo determinativo non basta, sembra di stare in un film di Lynch.
È lei la ragazza.
Insomma, sto divagando, ma, intanto, è così che va il mondo.
C’è un gran bel tempo, stanotte, qua.

A meno che.