fantascienza

AI al cinema

Dopo aver visto il terzo (Automata, gli altri due sono Her e Ex Machina) film americano più o meno indipendente degli ultimi anni con tema AI come superamento dell’essere umano, ho capito che (con una ventina d’anni di ritardo sui jappi) l’intelligenza artificiale sarà la nuova bomba atomica.
Non che di AI non se ne sia mai parlato in fantascienza (anzi), ma la riflessione non era mai stata così concreta, attuale e mainstream come ora. Il cinema americano propone una scifi sempre edulcorata ma che va a toccare da vicino i timori dell’uomo comune (e di alcuni scienziati), pur essendo più possibilista che catastrofica (almeno in questi tre film).
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Gravity, e chissenefrega delle imprecisioni tecniche

Gravity

Alla fine proprio un bel chissenefrega delle imprecisioni tecniche, quando il film parla della difficoltà prettamente umana a sopravvivere alla propria condizione e la fantascienza è palesemente una cornice ad una storia ricca di metafore (la rinascita di una persona, passando per tutti gli stadi della crescita; la rinascita della vita, passando dal carbonio all’homo sapiens; paralleli metacinematografici che invitano a perdersi nella visione senza riferimenti, abbandonati ad uno spettacolo senza precedenti). Continue Reading →