Henry Miller

Le non-classifiche del 2014 #3: qualche libro (e un fumetto)

Ancora niente classifiche, solo titoli, e in questo caso neanche dell’anno passato.
Semplici libri (e fumetti) letti durante il 2014.
Viste le date di pubblicazione della maggior parte dei libri citati, qui la dicitura “dell’anno” qui fa particolarmente ridere.
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Nuotando con la folla

Nuotando con la folla, un numero di essa. Tagliato e ritagliato. Le luci ammiccano, s’accendono e si spengono. Ora è un pneumatico ora è un chewing gum. Il lato tragico di tutta la faccenda è che nessuno nota la disperazione sul mio viso. Siamo migliaia e migliaia e ci passiamo accanto senza uno sguardo di riconoscimento. Le luci punzecchiano come aghi elettrici. Gli atomi impazzscono per la luce e il calore. Dietro ai vetri avviene una conflagrazione e niente brucia. Gli uomini si rompono la schiena, si spremono il cervello per inventare una macchina che andrà a finire in mano a un bambino. Se solo riuscissi a trovare l’ipotetico bambino che guiderà questa macchina gli metterei un martello in mano e gli direi: fracassala! fracassala!

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L’origine de l’expression

Ho dunque un uomo con un cappello di paglia che titilla il cavallo nel sedere. Ottimamente. Alla perfezione! Dovesse sembrare un po’ grottesco, un po’ fuori stile con il carattere pseudomedievale della composizione originale, posso sempre attribuirlo all’aberrazione del fou che mi ha ispirato. (A questo punto, e per la prima volta, mi s’insinua nel cervello il sospetto di non essere completamente a posto nemmeno io! Ma a pagina 366 è detto. “Enfin, pour Matisse, le sentiment de l’object peut s’exprimer avec toute licence, sans direction intellectuelle ou exactitude visuelle: c’est l’origine de l’expression.”)

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Una straordinaria produttività

Ogni tanto, a spizzichi e bocconi, faccio qualche acquerello. Ti viene così: ti senti come un acquerello e ne fai uno. Al manicomio dipingono fino a perdere quelle loro teste folli. Dipingono le sedie, le pareti, i tavoli, le lettiere…. una straordinaria produttività. Se ci rimboccassimo le maniche e ci mettessimo a lavorare come fanno quei matti che cosa non faremmo nel corso di una vita!

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Le meravigliose sedute a gabinetto

Oh le meravigliose sedute a gabinetto! A esse devo la mia conoscenza di Boccaccio, Rebelais, Petronio, dell’Asino d’Oro. Tutte le mie valide letture, si può dire, furono fatte a gabinetto. Nel peggiore dei casi, l’Ulisse o un romanzo giallo. Ci sono passi dell’Ulisse che possono leggersi soltanto al gabinetto, se si vuole gustare appieno il piacere che essi danno. E questo non per avvilire il talento dell’autore, ma semplicemente per portarlo più vicino, accostarlo di più alla buona compagnia di Abelardo, Petrarca, Rebelais, Villon, Boccaccio – cioè tutti i grandi spiriti autentici e bramosi che riconoscevano alle feci ciò che è delle feci e agli angeli ciò che è degli angeli.

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Ogni secondo ha importanza

Il sole rovente picchia, attraverso il riparo. Sto delirando perché sto morendo rapidamente. Ogni secondo ha importanza. Non odo il secondo che è appena scoccato – m’aggrappo come un pazzo a questo minuto secondo che ancora non si è annunciato… Che c’è di meglio che leggere Virgilio? Questo! Questo momento esteso che non si è definito in battiti e ticchettii, questo momento eterno che distrugge ogni valore, grado differenza. Questo zampillare in alto e in fuori da una sorgente nascosta. Niente verità da esprimere, niente saggezza che possa impartirsi. Uno zampillio e un balbettio, un discorso a tutti gli uomini insieme, in ogni dove e in ogni lingua. Ora, adesso, è il velo più sottile tra la follia e l’equilibrio mentale. ora, adesso, ogni cosa è così semplice da ingannarti.

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Incomprensibile

O il mondo è troppo fiacco o io non son teso abbastanza. Se divenissi incomprensibile sarei capito immediatamente. La differenza tra comprensione e incomprensione è sottile come un capello, anzi più sottile, la differenza di un millimetro, un filo di spazio tra Cina e Nettuno. Non importa quanto fuori mano mi spinga, il rapporto rimane lo stesso; non ha niente a che vedere con chiarezza, precisione eccetera (l’eccetera è importante!). Se la mente s’inceppa è perché è uno strumento di troppa precisione; i fili si spezzano contro i nodi del mogano, contro il cedro e l’ebano della materia estranea. Parliamo della realtà come se fosse qualcosa di commensurabile, un esercizio di pianoforte o una lezione di fisica. La peste arrivò col ritorno dei crociati. La sifilide arrivò col ritorno di Colombo. Anche la realtà arriverà! Primordio di realtà, dice il mio amico Cronstadt. Da un poema scritto sul fondo dell’oceano…

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Il libro è l’uomo

Per me il libro è l’uomo e il mio libro è l’uomo che sono, l’uomo confuso, negligente, scriteriato, quell’uomo bramoso, osceno, orfano, pensieroso, scrupoloso, menzognero, diabolicamente sincero che io sono. Penso che in quell’età a venire non sarò trascurato. Poi la mia storia diverrà importante e la cicatrice che lascerò sulla faccia del mondo avrà significato. Non riesco a dimenticare che sto facendo storia, una storia che, come un sifiloma, divorerà l’altra storia insignificante. Io non mi considero un libro, un documento, una testimonianza, ma una storia del nostro tempo – una storia di ogni tempo.

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