Kurt Vonnegut

Le classifiche del 2013 #5: 9 libri e 3 fumetti

Questa classifica comprende libri letti nel 2013 e non del 2013, perché non sono sul pezzo nelle letture (e non mi interessa neanche esserlo, con la musica e il cinema già un po’ di più, anche se sono comunque tendenzialmente poco reattivo alle novità). L’unica uscita del 2013 presente nella classifica di oggi è il primo fumetto, che poi è una riedizione deluxe di un fumetto seriale (chissà quale!) uscito nel 2009.


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Non più di così

pianomeccanico

“Le cose sono sicuramente mature per una guerra di classe su linee di demarcazione opportunamente stabilite. E devo dire che l’assunto base della situazione attuale è uno straordinario incitamento alla violenza: più sei intelligente, migliore sei. Una volta era diverso: più eri ricco, migliore eri. Entrambi i concetti, dovrete ammettere, sono piuttosto duri da digerire per i diseredati. Il criterio basato sull’intelligenza è migliore di quello bassato sul denaro, ma…” tenne il pollice e l’indice a una distanza di pochi millimetri, “ma non più di così.”

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Una ricerca di mercato

pianomeccanico

“E i pittori si trovano bene con questo sistema di club?” chiese Khashdrahr.
“Se si trovano bene? Altroché!” disse Halyard. “Per l’arte questa è l’età dell’oro, con i milioni di dollari l’anno che si spendono in riproduzioni di Rembrandt, Whistler, Goya, Renoir, El Greco, Dégas, Leonardo, Michelangelo…”
“E i soci di questi club possono avere qualunque quadro?” chiese Khashdrahr.
“Eh, no! Si fanno ricerche accuratissime sulla roba da produrre, mi creda. Inchieste sui gusti dei lettori, test di leggibilità e interesse sui libri presi in considerazione. Dio mio, sfornare un libro impopolare vorrebbe dire far fallire un club così!” E schioccò sinistramente le dita. “Se riescono a tenere così bassi i costi della cultura è perché sanno in anticipo quello che vuole la gente e quanto ne vuole. Se ne fanno un’idea molto precisa, fino al colore della copertina. Gutenberg rimarrebbe sbalordito.”
“Gutenberg?” disse Khashdrahr.
“Certo… L’uomo che ha inventato i caratteri mobili. Il primo a organizzare la produzione in serie della Bibbia.”
Alla sutta takki?” chiese lo scià.
“Cosa?” disse Halyard.
“Lo scià vuol sapere se prima aveva fatto una ricerca di mercato.”

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