recensioni

Io esisto? – nuova rece su Dusty Pages in Wonderland

ioesisto?QUI si può trovare una nuova recensione di Io esisto?
Ringrazio subito Dusty Pages in Wonderland. Recensione molto positiva, direi. Prima di andarsela a leggere però, avverto che contiene un grosso SPOILER che ovviamente serve a dare significato anche al resto della recensione. Non credo che possa rovinare la lettura più di tanto (per quanto si tratti di un piccolo colpo di scena finale), ma avverto prima, non si sa mai.
Per gli amanti del plot twist che non vogliono saperne nulla, riporto l’ultimo paragrafo della recensione che ne riassume il giudizio:
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“Io esisto?” – rece di Raffaele Serafini (aka Gelo Stellato)

ioesisto?Raffaele Serafini (noto anche come Gelo Stellato) ha letto e recensito il mio libro sul suo blog.
Raffaele (o Gelo) è un editor e sa quello che dice (anche se ha letto il mio libro in amicizia e non per lavoro). Sarà per questo o perché alla fine mi salva, ma la sua recensione mi piace molto. E non è che parli troppo bene del mio libro, ma lo fa con cognizione di causa. Evidenzia pregi come difetti, coglie diversi dettagli, accenna alla trama senza anticipare il finale.
Per farla breve, ringrazio ancora una volta Raffaele per la recensione critica e onesta che si trova QUI.

Io esisto? – la recensione di Mondoscrittura

ioesisto?Questa volta non è andata benissimo come con CriticaLetteraria, ma, se questo è quando va male, ben venga. Ci sono le critiche, ma ci sono anche gli apprezzamenti, entrambi ben accetti in una recensione seria e motivata. Inoltre, la conclusione della recensione è anche incoraggiante e mi fa davvero piacere. Unico dubbio è sui refusi che mi vengono fatti notare per la prima volta e un po’ mi dispiace, più di altre cose. Continue Reading →

Io esisto? – la recensione di CriticaLetteraria

ioesisto?Interrompo la narrazione del (breve) viaggio in Portogallo solo per riportare che CriticaLetteraria ha recensito “Io esisto?”, e lo ha fatto in maniera assai benevola. Non posso che essere orgoglioso di queste belle parole e ringraziare Cristina Luisa Coronelli che le ha scritte per parlare del mio libro, riportandone anche un estratto che trovo particolarmente adeguato a presentare “Io esisto?”. Continue Reading →

Io esisto? – il commento del Premio Calvino

Diverso tempo fa inviai il mio libro al Premio Italo Calvino per esordienti, senza velleità e ben prima di trovare una casa editrice disposta a pubblicarlo, giusto per non lasciare intentata neanche la strada del prestigioso premio letterario, convinto anche dal commento professionale promesso che di certo mi incuriosiva. Beh, quando non ci pensavo neanche più, il commento è arrivato e devo dire che è più positivo di quanto pensassi. Avverto l’eventuale lettore che la prima parte del commento è una specie di riassunto dell’opera, con diversi piccoli spoiler.
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Recensione di “Io esisto?”

Segue una recensione di Marco F., un amico privilegiato che a suo tempo poté leggere “Io esisto?” in anteprima. Ci sono un po’ di spoiler qua e là, ma niente di cruciale, e finora è la recensione che più mi è piaciuta del mio libro (probabilmente anche perché ne parla molto bene).

ioesisto?L’inizio del libro mette subito le cose in chiaro, con la conseguente immersione nel profondo della bara che avvolge il personaggio, così strano e peculiare che nei primi capitoli non si capisce se si stia parlando di un vivo o di un fantasma. In seguito le cose migliorano, tanto che nel momento della doccia si fuga finalmente ogni dubbio e si inizia a empatizzare definitivamente con lui, sensazione che permane finché si vedono i due amici (bellissima la descrizione del quadro), ma che viene bruscamente interrotta dalla lettera del morto.
Da qui inizia la discesa nel baratro, accompagnata dal ticchettio degli orologi, a mio avviso la miglior invenzione narrativa del libro, e dalle letture incessanti, interrotte solamente dal sempre più significativo tentativo di uscire dalla propria condizione di interrato attraverso la macchina da scrivere, rappresentante l’arte come valvola di sfogo da una vita tediosa e alla fine inutile.
Il secondo momento chiave del libro è rappresentato dai sogni del protagonista, che poco a poco lo costringono a cambiare la sua minuscola realtà senza però indicargli la vera via d’uscita e anzi l’inconscio, che sostanzialmetne gli sta aiutando indicandogli più o meno chiaramente i problemi da risolvere, lo porta ad uno stato di ulteriore isolamento, portandolo a fare a meno anche dell’ultimo filo che lo legava alla madre e portandolo al climax finale, che porta all’unica conclusione possibile.

Il tema della transizione adolescenza – età adulta, il confronto con gl’altri e la paura del prossimo con conseguente alienazione dalla società vengono tutti buttati contro il lettore con ferocia, come un’accusa nei confronti del mondo che sarà in parte rovesciata alla fine con l’escamotage del cugino, mentre la funzione dell’arte intesa come creatività e dell’inconscio vengono svelate piano piano, unica ancora di salvezza dell’uomo nei confronti di una società che non può accettare.

Ma è il ritmo la cosa che funziona meglio nel libro: sincopato e scandito dal ticchettio degli orologi all’inizio, soffocante e maleodorante quando la situazione va poco a poco degenerando per arrivare all’accelerata finale.
Insomma, il libro convince ed ha possibili letture, anche grazie ai più o meno oscuri trivia letterali.