tecnologia

Prospettive storiche

Quando leggo saggi storici (quasi mai), mi stupisco sempre di quanto velocemente siano trattati i decenni, i secoli. Periodi storici sorvolati con qualche frase.

È ovvio e tutto normale, ma poi mi viene naturale cercare di vedere il presente in prospettiva e faccio fatica.
Pensando alla tecnologia in particolare (penso sia la cosa che ha influenzato di più la vita quotidiana (e quindi tutto?) del mondo occidentale negli ultimi trent’anni), mi chiedo come si possano liquidare certi passaggi e i relativi spostamenti sociali e se mai qualcuno si ricorderà dei sentimenti pionieristici dei primissimi blogger, dei siti anni ’90, delle piattaforme anni ’00, della connessione a 56k, dei cellulari non connessi, di quando i computer erano considerati oggetti speciali e non ancora divenuti una delle tante appendici dell’internet delle cose.
Chi spiegherà invece i fenomeni odierni, chi spiegherà come e quando facebook ha sostituito internet (per una marea di persone), chi spiegherà cosa è stato facebook, chi sviscererà il fenomeno delle youtuber? Come si spiegherà ai posteri che delle ragazze ventenni sono diventate ricche riprendendosi mentra fanno colazione o svuotano la propria borsetta?

Prima o poi (quando?) un saggio antroposociologico su come, quanto e quante volte la tecnologia ha cambiato la vita quotidiana, la mentalità e l’approccio alle cose (dell’internet) negli ultimi trent’anni sarà necessario, interessante, bellissimo e mostruoso.

La tecnologia nei libri

Il libro che ho appena finito (Dora – un caso clinico – di Lidia Yuknavitch) fa un uso un po’ goffo della tecnologia. E non sarebbe un problema, quasi chiunque (me compreso, sia chiaro) fa un uso un po’ goffo della tecnologia, nei libri poi. Non sarebbe un problema se non vi insistesse così tanto.
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