Vedere i mondiali in Germania: l’ineluttabile fine di tutte le cose

Era nell’aria fin dalla prima partita, unici momenti di sbandamento contro un Ghana sfortunato nei gironi e una sorprendente Algeria, poi la marcia trionfante fino all’inevitabile fine. Una fine un po’ meno inevitabile guardando la partita, e per questo ancora più amara.

Olanda 3 – 0 Brasile [12/07/2014]
Ebbene sì, in casa al calduccio (vabbè, dirlo a luglio sembrerà insensato, ma non è così), ma ho visto anche la partita normalmente più snobbata di tutto il mondiale. Unici punti di interesse: il probabile e definitivo tracollo del Brasile e il possibile percorso netto della mia squadra del cuore di questo mondiale. L’Olanda riesce nell’impresa di uscire imbattuta da tutta la competizione, rifilando anche tre gol a un Brasile sempre più allo sbando. Giusto così.

Germania 1 – 0 Argentina [13/07/2014]
Visto l’insolito bel tempo, riusciamo nell’intento di vedere la finale (oho) in centro, in pieno campo nemico. In realtà non tifo particolarmente l’Argentina e prima di uscire credo di andare a vedere la partita con animo sereno, rassegnato alla vittoria della Germania, tra l’altro meritevole. Specifichiamo che non ho motivi calcistici per odiare la Germania, anzi, ma i motivi extra-calcistici sono troppo e troppo preponderanti. Mi basta avvicinarmi al centro (con quasi 2 ore di anticipo sulla partita) e vedere tutti i locali pieni e soprattutto la gente per strada che festeggia come se avesse già vinto, con tanto di bandiere (ancora di più, sempre di più!) e odiosissimi fischietti, e già l’astio sale in me. Tantissima gente accalcata davanti ai megaschermi, Biergarten strabordanti, ma soprattutto tedeschi già fradici e molesti. Un’atmosfera odiosamente incandescente che mi rende sempre più chiaro di non poter tifare che contro la Germania.
Quando riusciamo poi a sederci in un locale, per la verità molto tranquillo e riparato, tiro un sospiro di sollievo, ma non appena inizia la partita e vedo l’Argentina in blu come la mia amata Olanda mi rendo conto che al primo gol dell’Argentina prenderò tantissime botte. Tanto per gradire, al nostro tavolo si siedono anche tre serbi di mezz’età (Ivan dove sei?) che si bevono durante la partita (le ho contate): 9 birre grandi e 15 bottiglie da 66, in 3. Fate voi i conti. Ovviamente i tedeschi non sono da molto meno e c’è chi deve abbandonare il campo senza più potersi reggere in piedi da solo molto prima della fine della partita. E per fortuna che siamo davvero in un locale tranquillissimo.
La partita tra l’altro mi coinvolge sempre più dal momento che incredibilmente l’Argentina pare avere delle chances, anzi pare averne addirittura più della Germania! Non ci avrei scommesso un euro, e infatti avrei fatto bene, visto che i sudamericani sprecano di ogni, in più l’arbitro (italiano, va detto) sbaglia qualunque cosa e nega anche un rigore ai poveri argentini. La sensazione di minaccia ineluttabile è sempre più concreta, non si parla più di minaccia ma di realtà. Manca solo il gol, ma proprio quando ci si prepara psicologicamente per i rigori (con la vittoria della Germania comunque già nel cuore, come una pugnalata) arriva il gol.
Crolla tutto, anche la voglia di rimanere a vedere gli ultimi 5 minuti. Ci rimango molto peggio di Italia-Spagna di due anni fa, per dire. A me che del calcio me ne frega zero.
Andiamo comunque nella famigerata rotonda di Ludgeriplatz per vedere i festeggiamenti, ma la situazione è davvero inquietante anche se appena agli inizi. Oltre a bandiere dalle dimensioni spropositate e un tasso alcolemico fuori da ogni scala, oltre a un ciccione con un costume da Borat con la bandiera tedesca, oltre alla naturale ostilità della lingua tedesca, resa ancor più minacciosa dall’intensità dei festeggiamenti, ci sono le bottiglie di birre che volano in cielo e per terra, sempre più molotov e meno bevande. Vedere i tedeschi festeggiare è qualcosa che supera ogni limite dell’orrore, l’avevamo già intuito per Carnevale, ma qui siamo al culmine. Non ci resta che fuggire mestamente prima di finire in un racconto di Buzzati[1. leggasi Non aspettavano altro].

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FUN FACTS:

  • Questa è la prima vittoria della Germania unita, le precedenti erano a nome solo della Germania ovest;
  • Il giocatore della Germania Mesut Özil è decisamente il figlio illegittimo di Paul Auster;
  • Il web (e non solo, ci sono anche i mariti delle mie colleghe e chissà se i colleghi maschi semplicemente non lo ammettano) è pieno di gente che ha perso portafoglio e/o cellulare ai festeggiamenti di domenica sera, qui a Münster e non solo.

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