devs ha qualche problema, il primo è la difficoltà di rendere coerente un determinismo stretto – è difficile dare un senso a certi dialoghi/azioni se non a vantaggio dello spettatore (d’altronde portare alle estreme conseguenze certe idee fantascientifiche, o semplicemente privilegiare la coerenza sulla narratività, spesso risulta in qualcosa di difficilmente decifrabile come Primer), poi ci sarebbe tutto il discorso dei punti camera delle simulazioni, secondo me argomento interessante e non scontato, ma non affrontato minimamente.
ma forse il problema principale è avere mascherato una serie esistenzial-esoterica da hard scifi.
per quanto qualche indizio ci fosse anche prima (la prima cosa che vai a vedere nel passato è gesù in croce?) nel finale vengono al pettine un po’ tutti i nodi e soprattutto si perde ogni coerenza con il tono del resto della serie:
– davvero lei è la prima nella storia a fare una scelta diversa da quella della previsione/simulazione?
– e d’altronde, anche ammesso che il computerone prevedesse tutto (ok), cosa impediva di prendere una decisione diversa una volta vista la previsione?*
– ma poi perché la previsione finisce alla morte di lei e non alla scelta diversa?
– e perché poi cambia di conseguenza anche l’azione di Stewart per far tornare la morte dei due? da un punto di vista quantistico/deterministico la morte di due esseri umani non ha più rilevanza di qualunque altro avvenimento – a meno di non dare un ruolo particolarmente importante agli esseri umani anche a livello subatomico
– perché poi avevano bisogno di morire per venire simulati? non potevano avviare una simulazione di Forest una volta che avevano visto che la macchina funzionava? perché non provarci, qual era il rischio?
– ma anche (questa mi ha dato particolarmente fastidio): perché la simulazione di Forest resuscitato comunica con Katie? questo mi sembra che non abbia proprio nessun senso dal punto di vista della coerenza tecnologica
come detto sopra, tutto risolvibile con un passaggio al simbolismo, che però non aveva avuto molto spazio in una serie che fino a quel momento si vendeva come realistica/accurata scientificamente (per quanto si possa, ok). e non me ne frega niente dell’accuratezza, quanto della coerenza narrativa: come dice Eco: la serie stessa setta uno spazio semiotico con il suo dispiegarsi, la delusione viene dal tradimento di questo spazio
non è Aronofsky, o meglio: va a finire da quelle parti (ok) ma partendo da presupposti diversissimi (non ok)
anche le dichiarazioni di Garland vanno in questa direzione, e non ho niente contro le allegorie tecno-religiose (ok, insomma, dipende), ma non se vengono vendute come storia realistica**
*questo è un tema che andrebbe ulteriormente esplorato e molto interessante in tempi di previsioni statistiche pervasive. è evidente empiricamente come queste previsioni per essere accurate (ammesso che lo siano mai), con i loro tagli semiotici alternativi (modi di dare senso alle cose diversi da quelli umani), funzionano soltanto se i soggetti coinvolti non ne sono a conoscenza. esempio pratico: se un algoritmo bancario rileva la poca affidabilità economica di chi posta su instagram il martedì mattina alle 10, questo è un modello di previsione con un taglio incomprensibile ai nostri occhi ma che può anche aver ricostruito dei pattern statistici rilevanti – però se questo modello è reso pubbico, nessuno (bisognoso di un mutuo) posterà più su instagram martedì mattina alle 10, quindi quel modello non risulterà più affidabile e l’unico effetto ottenuto sarà quello normativo di non far usare quel social network in quel modo a una categoria di persone (la normatività è un’imposizione data da una posizione sociale di potere, diversa da una predittività presuntamente neutra alla posizione assunta (qui si potrebbe ricollegare il discorso sui punti di macchina delle simulazioni ma non esageriamo)) ma non sarà in alcun modo predittivo nel senso precedente [esempio inventato sul momento, ma se ne possono trovare di concreti costruiti in maniera simile]
**anche sul realismo ovviamente ci sarebbe qualcosa da ridire: Kenton serial killer, ma anche il tecnoligarca onnipotente che va in giro con la station wagon e vive nella villetta a schiera, ecc ecc, ma sono cose minori e che non minano così tanto il patto con lo spettatore
