In alto, in basso, teste blu, cardi.
Qualcuno canta qualche cosa.
Fa lo stesso, non è nemmeno bello, è una canzone triste, antica.
– E domani? Ti alzi, dove vai?
– Da nessuna parte. O forse, dopotuttto, da qualche parte andrò.
Fa lo stesso, in ogni caso si sta male ovunque.
Ma dormire è difficile, ci sono le campane che suonano, gli orologi.
[Agota Kristof, Fa lo stesso, da Vergogna (C’est égal),
trad. Maurizia Balmelli, Einaudi 2017, p. 33]