Persino tra gli dei, ciascuno ha il suo dominio, la propria categoria, i propri attributi, e tutti distribuiscono ai mortali limiti e premi conformi al destino. Ben diversa è la distribuzione nomadica, un nomos nomade, ssenza proprietà, confini o misura, ove non c’è più partizione di un distribuito, ma piuttosto ripartizione di quanti si distribuiscono in uno spazio aperto illimitato, o perlomeno senza limiti precisi. Niente torna né appartiene ad alcuno, ma tutti gli individui sono disposti in modo sparso, si da coprire il maggiore spazio possibile. Anche quando si tratta della vita, nei suoi aspetti più gravi, lo si direbbe spazio di gioco, regola di gioco, in opposizione allo spazio, per contrasto al nomos sedentario. Riempire uno spazio, ripartirsi in esso, è cosa molto diversa dal ripartire lo spazio.
[Gilles Deleuze, Differenza e ripetizione,
trad. Giuseppe Guglielmi, Il Mulino 1971, p. 77]