tedesco

Doppio sogno doppia lingua

In questi giorni sto leggendo Traumnovelle/Doppio sogno di Arthur Schnitzler, nella (bella) versione della casa editrice Alia, cioè con testo originale a fronte.
E, oltre ad avere la conferma che gli esteuropei pronuncino la ü come una i (da almeno un secolo!), mi sono accorto dopo un po’ che per ogni pagina 29 righe di italiano corrispondono a 33 righe di tedesco.
(almeno secondo la traduzione di Chiara Marmugi)

Parole tedesche

Ci sono certe parole che non si possono tradurre, a quanto pare.
Il tedesco, specie quello legato alla filosofia, ne è pieno.
Eppure io ho come la sensazione che faccia figo scriverle e citarle ogni tanto, per darsi un tono, come il tappeto del grande Lebowsky.
E quindi via di Stimmung, Zeitgeist, Weltanschauung, Wirklichkeit, Zweisamkeit, Ahnunglosigkeit e ovviamente Schandenfreude.
Schadenfreude ist die schönste Freude, denn sie kommt von Herzen.

Alp

Oggi ho scoperto che in tedesco Alp vuol dire sì Alpe, come prevedibile, ma anche pensiero angoscioso.
Da cui Alpdruck o Alptraum, ovvero incubo.
Chissà qual è il collegamento fra le Alpi e gli incubi tedeschi.

Il tedesco: la lingua e il pensiero

Che ci siano collegamenti fra il linguaggio (che poi determina e circoscrive il modo di esprimersi) e il modo di pensare è una cosa assodata da tempo, credo. Con l’esperienza sul campo, nel mio piccolo mi sono accorto sempre di più di queste connessioni fra lingua e pensiero tedeschi.
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