Author Archives: lerio

apologize to the future

Your life is built on convenient lies
And the time has come to apologize
Corporations lie; that’s what they do
But you lie to yourself and that’s on you
The climate disasters on your TV
Just couldn’t happen to your family
Drowning cities are so unnerving
But the victims must be less deserving
Than you and yours, because you’re the best
At working hard to enslave the rest
Of course it had nothing to do with luck
Or a sperm and egg lottery won by a fuck

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una conclusione scientifica

INTERROGANTE Perché, allora, ripone tutte le sue speranze in loro, pensando che possano rieducare e perfezionare l’umanità?
YE Se possono superare la distanza tra le stelle per raggiungere il nostro mondo, significa che il loro sviluppo scientifico è estremamente avanzato. E una società con una scienza così avanzata avrà anche un sistema di valori morali più evoluto.
INTERROGANTE E ritiene che questa sua conclusione sia scientifica?
YE …

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e allora se non lo faccio?

Il primo pensiero di fronte al dispiegamento di una legge etica della forma «tu devi…» è: e allora se non lo faccio? Ma è chiaro che l’etica non ha niente a che fare con punizione e premio nel senso abituale. Quindi tale domanda sulle conseguenze di un’azione dev’essere irrilevante. – Quanto meno queste conseguenze non possono essere eventi. Poiché qualcosa deve pur essere corretto nella formulazione di quella domanda. Deve, sì, esservi una sorta di premio etico e di punizione etica, ma questi devono giacere nell’azione stessa.

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una povera bimba abbandonata

«Ogni tanto, alzavo lo sguardo alle stelle dopo un turno di notee e mi sembrava di vedere un luccicante deserto, e io una povera bimba abbandonata tra le sabbie… Pensavo che la vita fosse davvero una casualità tra tutte le casualità del cosmo. L’universo era un palazzo vuoto e l’umanità una formica solitaria che vi dimorava. Pensieri di questo genere hanno instillato in me una mentalità conflittuale nella seconda parte della mia esistenza. A volte pensavo che la vita fosse preziosa, altre volte che fosse insignificante e che nulla avesse valore. Comunque, ho vissuto giorno per giorno in compagnia di questa strana sensazione, e prima che me ne accorgessi, sono diventata vecchia…»

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il tiratore e il contadino

Secondo l’ipotesi del tiratore, un bravo cecchino spara a un bersaglio, creando un foro ogni dieci centimetri. Ora, si immagini che la superficie del bersaglio sia abitata da creature intelligenti e bidimensionali. I loro scienziati, in seguito all’osservazone dell’universo, scoprono una grande legge: nel cosmo esiste un foro ogni dieci centimetri. In questo modo scambiano il capriccio temporaneo del cecchino per una legge che governa tutte le cose.
L’ipotesi del contadino, invece, ha il sapore di una storia dell’orrore. In un allevamento di tacchini, ogni mattina il contadino si reca a dar da mangiare agli animali. Un tacchino scienziato, avendo osservato questo schema che si ripete senza variazioni per quasi un anno, giunge alla seguente scoperta: ogni giorno, alle undici, arriva il cibo. La mattina del giorno del Ringraziamento, lo scienziato annuncia la sua scoperta agli altri tacchini, ma quel giorno, alle undici, non arriva il cibo, bensì il contadino, che uccide tutti i pennuti.

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senza fine

La morte non è evento della vita. La morte non si vive.
Se, per eternità, s’intende non infinita durata nel tempo, ma intemporalità, vive eterno colui che vive nel presente.
La nostra vita è così senza fine, come il nostro campo visivo è senza limiti.

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paradossale

È paradossale, afferma Dewey in Individualismo vecchio e nuovo (1930), che le stesse forze politiche e ideologiche che hanno contribuito alla costruzione di un sistema di potere economico che ha distrutto la vita di milioni di persone, si ergano a difesa dell’«individuo» contro le ingerenze del «sociale».

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rimozione della morte

Il divenir nulla rimane impensato nella cultura moderna, pur essendo il processo che meglio ci permette di comprendere la potenza della coscienza: potenza di porre in essere il mondo per un soggetto cosciente, e potenza di annientare il mondo per un soggetto cosciente.

Eppure questo divenire è ignorato dal pensiero e dalla pratica, nella sfera della civiltà occidentale. Perché?

Essais sur l’histoire de la mort en Occident, di Philip Ariès, è un libro sulle ragioni per cui nella sfera culturale dell’occidente – particolarmente nella sfera culturale bianca protestante, quel divenire non può essere pensato: una società che premia soltanto chi vince identifica la morte con una sconfitta inammissibile.

Rimozione della morte: la civiltà bianca occidentale non può concettualizzare quell’evento perché incompatibile con la proiezione di un futuro di espansione illimitata, che è l’anima della colonizzazione bianca del mondo.

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ancora e sempre

vorrei ritrovare la strada, vorrei rifugirami nel giardino di Sz., sotto gli abeti e i platani, nel padigliione per ossigenarsi, dietro al campo da tennis trascurato, nelle vicinanze della piscina in disuso, tra i cespugli di noccioli, vicino agli arbusti di crespino, al sentiero cosparso di ghiaia, al prato macchiato di luce, alla felicità di passeggiate e soste comuni, di partenze senza meta e arresti, di chiacchierate e silenzi significativi, di incertezze e decisioni schiette, di attese e compimenti preziosi, di unioni interne e separazioni esterne, ma inutilmente procedo a tentoni e cerco tra le spine delle delusioni, tra le foglie d’ortica delle rinunce, inutilmente il sangue mi sgorga dalle mani e le eruzioni mi ricoprono la pelle, non trovo, nel muro degli anni, l’entrata, non trovo più il portone dal quale mi hai adescato a uscire per portarmi con te, seguendo il richiamo della carne, nel giro intorno al mondo della passione, dal quale sono ritornato svuotato, stanco e solo.

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