Berlino

Oggi è andata così

Oggi ero in metro per la mia seduta di lettura quotidiana (passo almeno un’ora e mezza al giorno a leggere in metro, per tutta una serie di motivi che non ho voglia di elencare qui, oltre al fatto che semplicemente mi piace leggere), quando è entrato uno dei motivi per cui leggo in metro sotto forma di uomo cencioso di mezz’età, colbacco blu calato troppo sulla testa, barba lunga, sorriso timido, cappotto pesante (fuori è sotto zero), sacca degli pfand in una mano, bicchiere di carta nell’altra. Trascina un po’ i piedi, ma non mette in mostra nulla se non la propria persona, non vende il giornale dei senzatetto, non puzza di alcol, non suona, non inizia con la cantilena sulla propria vita e su quanto non vorrebbe disturbare ma. Si limita a essere un uomo, un essere umano, che chiede due spicci, per favore.
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Conversazioni sulla metro: Der Ball ist rund

Ieri mi sono seduto sulla U8 di fianco a una signora anziana larga come due sedili e di fronte a un’altra signora molto più anziana, ma piccola, col suo deambulatore.
Sono state in silenzio a lungo, tanto che pensavo non si conoscessero, poi la prima (quella larga) dal nulla: L’altro giorno ho visto una partita di calcio (così, senza specificare squadre, né niente).
E la vecchina col deambulatore: Eh, lo sport.
Ma poi è finita ai rigori.
Eh.
Ai rigori ci vuole fortuna.
Der Ball ist rund.
Fine della conversazione.
Sono state zitte altre dieci minuti fino alla loro fermata, al che si sono alzate e borbottate qualcosa uscendo. Io sono rimasto che dovevo arrivare a Boddingstraße.

Berlinale 65, il reportage: epilogo

È lunedì, o più precisamente Rosenmontag, l’ultimo giorno di Karnival.
A Berlino non si festeggia più da qualche anno, e posso anche immaginare perché. Non ne siamo troppo dispiaciuti. Salutiamo la padrona di casa, la corriera riparte da Berlino dopo pranzo.
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