Manuel Vázquez Montalbán

Medio o grande?

Eppure, il successo di questa cucina veloce tra le leve più giovani non è dovuto all’assenza di rituale, ma al fatto di offrire un rituale alternativo, adatto ai nuovi valori. Un pasto in un McDonald’s, secondo Farb e Armelagos, può essere interpretato come un rituale sociale e religioso. «Il pasto per un cliente abituae dei McDonald’s avviene sotto il segno del doppio arco dorato, in momenti convenuti per la colazione, il pranzo e la cena. È un rituale caratterizzato dall’uso di un vocabolario e di certi gesti prescritti da altri che non sono coloro che utilizzano tale vocabolario o compiono tali gesti, codificati in un qualche testo, sacro come la Bibbia.» Infatti, la multinazionale McDonald’s ha creato un manuale di trecentosessanta pagine destinato ai suoi dipendenti, per imparare a cuocere e servire hamburger, patatine e bibite gassate. Inoltre, i dipendenti si formano in brevi corsi speciali nella cosiddetta Hamburger University, a Elk Grove, nell’Illinois, e ogni assiduo dei McDonald’s conosce un linguaggio estraneo al mondo esterno: «Vorrei un Big Mac Menu». «Medio o grande?»

Continue Reading →

Opulenza


Ogni supermercato sommerge il compratore di «formaggi freschi» e lo ricopre di fette di formaggio con cui imbottire il suo corpo e il suo spirito. Non mancano neppure quelli meticci, con corpo di formaggio e anima di prosciutto affumicato, per esempio. Formaggi che sanno di salmone, di avocado, di qualsiasi cosa tranne che di formaggio. Come accade sempre nella civiltà che ci caratterizza, ogni opulenza nasconde una miseria.

Continue Reading →

Marketing


“Marketing. Soltanto ciò che è marketing ha diritto di vivere… Li ha già visti. Imitatori di seconda categoria che si sono imparati quattro cose a memoria e che non hanno captato che il mio era un caso straordinario di interpretazione teatrale… Vado oltre Brecht… Il simulatore dispone del mondo per fare spettacolo e per questo sono sempre più frequenti gli attori che diventano uomini politici. All’estero sono molto ricercati da gruppi di pressione e dalle multinazionali dopo il successo riscosso da Reagan e dal papa polacco…”

Continue Reading →

Frecce nere

“Prima mi uccisero il Duce, poi morì Franco… Da ragazzina andavo sempre a piazza Venezia a sentire i discorsi del Duce, che attraeva follemente le donne, e si diceva che gli bastava guardarle per metterle incinte. Di uomini così non ce ne sono più. Ma si torna a ragionare. Berlusconi sarà il Kerenskij dell’inevitabile rivoluzione fascista e l’Europa non tarderà a seguire l’esempio dell’Italia.”

Continue Reading →

La parte più profonda dell’uomo è la pelle

 

“Edomani? E se domani le chiedono di torturare e far sparire la gente? Se a chiederglielo è lo Stato, cioè la Spagna, lei cosa fa?”
“Quel che mi detta la coscienza, la parte più profonda dell’essere umano. La coscienza. Quel tempio interiore di cui ciascuno di noi è l’unico Dio. La parte più profonda di noi stessi. Di che cosa ride, Carvalho?”
“La parte più profonda dell’uomo è la pelle.”

[Manuel Vázquez Montalbán, La bella di Buenos Aires (La muchaca que pudo ser Emmanuelle), 1997, trad. Hado Lyria, Feltrinelli 2013, p.124]