letture

Un amore

Ho iniziato a leggere Un amore di Dino Buzzati.
Come molti dei miei libri, l’ho comprato usato, e quindi è vecchio, plastificato, ma soprattutto ha scritte e timbri all’interno. In prima e ultima pagina c’è scritto:

“Questo libro è stupendo”

“È bellissimo” “è vero!”

“Leggetelo… è bellissimo!”

“Leggete assolutamente questo libro xché è veramente bello!”

“Ciao 2°A”

Oltre al fatto che mi incuriosisce molto, che questo libro sia piaciuto così tanto a così tante ragazze delle superiori (questo libro era di una biblioteca scolastica di un Istituto Tecnico Femminile, qualunque cosa volesse dire), queste scritte mi hanno ricordato quella sulla confezione del gorgonzola dolce Igor, che ho appena preso al supermercato, che fa così (compreso l’accento sbagliato sulla i):

“Ma come fanno a farlo cosí buono?”

Un libro stranerrimo

Forse per ignoranza o esterofilia, ma mai mi sarei immaginato che il libro più strano mai passato per il mio comodino sarebbe stato uno scritto in Italia negli anni ’50.
Misteri dei Ministeri di Augusto Frassineti è una specie di mokutrattato/pamphlet destrutturato semisatirico socioantropologico sulla burocrazia come male dell’anima. O anche Campanile meet Kafka + Borges + DFW negli anni ’50 italiani e parla semiseriamente del vero male della società umana in una maniera che è e sarà contemporanea da qui a quando i robot non prenderanno il sopravvento.
Ho cercato di estrapolarne qualche brano, ma è davvero difficile dare un’idea di questo libro.

Doppio sogno doppia lingua

In questi giorni sto leggendo Traumnovelle/Doppio sogno di Arthur Schnitzler, nella (bella) versione della casa editrice Alia, cioè con testo originale a fronte.
E, oltre ad avere la conferma che gli esteuropei pronuncino la ü come una i (da almeno un secolo!), mi sono accorto dopo un po’ che per ogni pagina 29 righe di italiano corrispondono a 33 righe di tedesco.
(almeno secondo la traduzione di Chiara Marmugi)

Herbstferien

Le scorse due settimane sono state di Herbstferien, quindi di nullafacenza.
Ma anche nella nullafacenza si possono fare tante cose interessanti.
Come ad esempio leggere (fra le altre cose) due libri bellissimi come Il libro di sabbia di J.L.Borges e Kaddish per il bambino non nato di Imre Kertész; o visitare una capitale europea come Praga e il relativo Museo di uno dei propri scrittori preferiti (leggasi Kafka); o scoprire l’esistenza di Alfons Mucha tramite il suo capolavoro Slav Epic, davvero epico nelle sue venti tele alte 6 metri; o andare a correre di notte al parco e prendersi paura perché gli alberi coprono anche la luna e non si vedono più neanche i propri piedi; o vedere (fra le altre cose) l’intera trilogia di Pusher; o creare una paginetta per i propri ebook gratuiti dal blog; o finire un nuovo trittico di brani elettroacustici e mettere su una pagina bandcamp; o parlare con un editor del proprio ultimo libro e sentirsi dire cose più o meno incoraggianti (come bello, interessante, originale, pubblicarlo sarà dura); o mandare il suddetto libro in giro mai ci fosse davvero qualcuno interessato.
Poi le Herbstferien finiscono, il corso di tedesco ricomincia, e si fa altro. Si aspetta.

L’ultimo weekend

Ogni tanto mi serve un riassunto di vita vissuta.

Nell’ultimo weekend ho: letto un racconto bellissimo di Borges (Utopia di un uomo che è stanco), letto un altro racconto di Borges (Tigri azzurre) che mi ha ricordato una delle ultime opere di Alessandro Turoni (e fatto venire in mente qualche idea), dormito molto, scritto qualche esercizio di stile, lavorato su un mio nuovo trittico di brani, pubblicato la mia nuova paginetta degli ebook del blog (gratis e poco pubblicizzati, in pratica inesistenti), mangiato l’ennesima pizza deludente in terra teutonica, provato (invano) a donare il sangue, visto una donna di mezz’età (abbondante) completamente nuda ripassarsi le labbra con un rossetto rosso fuoco, una roba che Sorrentino pagherebbe per usare nel suo prossimo film.

Letture a tema (ospedaliero)

Per non perdere il contatto con gli ospedali, anche in vacanza li sto visitando a sufficienza.
Non bastasse, ho scelto un paio di letture a tema che mi stanno piacendo molto: Mostri di Sclavi e Grandi ustionati di Nori.
Due visioni piuttosto diverse di un luogo che domina la nostra vita.
Non se ne può più fare a meno, si entra e si esce, e a volte ci si rimane anche.