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Il lato positivo delle catastrofi

Così, quando Carvalho ricevette il suo cliente e gli spiegò che suo figlio era stato assassinato da un anonimo delinquente che non lo aveva manco scelto come vittima, si sentì costretto a non essere manicheo, anche a rischio di essere catastrofista: “Il bene non esiste ma il male sì”. Il sociologo promise a se stesso, e lo promise anche a Carvalho, di lottare con audacia contro il male. C’è gente che è sempre capace di cogliere il lato positivo delle catastrofi.

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Il significato è soppiantato dalla funzione

Quanto più le idee diventano automatiche e strumentali, tanto meno esse sono viste come pensieri con un significato propio; sono considerate cose. Il linguaggio è diventato uno strumento come gli altri, nel gigantesco apparato di produzione della società moderna. Tutte le frasi che non equivalgano ad operazioni nell’ambito di quell’apparato appaiono al profano tanto prive di senso quanto lo appaiono ai contemporanei teorici della semantica secondo i quali sensata è la frase puramente simbolica e operativa, cioè puramente priva di esnso. Il significato è soppiantato dalla funzione, dall’effetto sul mondo delle cose e dei fatti. Nella misura in cui le parole non vengono usate per calcolare probabilità o per altri fini pratici – fra i quali è compreso anche il riposo, l’evasione – esse si espongono al sospetto di avere fini propagandistici, perché la verità non è più un fine sufficiente a se stesso.

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Delitto e castigo: parte sesta

I: dove Raskol’nikov passa dall’apatia al terror panico
II: dove Porfirij Petrovič scopre le sue carte
III: dove Raskol’nikov cerca Svidrigajlov
IV: dove Svidrigajlov racconta la sua storia (dal suo punto di vista)
V: dove Dunja spara due volte (ma non tre) a Svidrigajlov
VI: dove Svidrigajlov non viene visitato dal fantasma di Marfa Petrovna, ma solo da incubi
VII: dove io, Raskol’nikov, sua madre e sua sorella piangiamo
VIII: dove Raskol’nikov ripete la sua deposizione

Delitto e castigo: parte quinta

I: dove Lebezjatnikov parla di progresso ma Pëtr Petrovič pensa ad altro
II: dove Katerina Ivanovna litiga con tutti al banchetto commemorativo per il marito defunto
III: dove Pëtr Petrovič accusa Sonja di avergli rubato cento rubli
IV: dove sia Sonja che Raskol’nikov hanno le lacrime agli occhi
V: dove Katerina Ivanovna inizia e finisce di delirare

Delitto e castigo: parte quarta

I: dove Svidrigajlov sostiene che i malati sono gli unici a poter vedere i fantasmi, in quanto a metà fra i due mondi
II: dove Pëtr Petrovič Lužin prima di andarsene vorrebbe dire ancora una cosa
III: dove Razumichin e Raskol’nikov si fissano per un minuto intero
IV: dove Raskol’nikov si inginocchia davanti a tutta la sofferenza umana
V: dove Porfirij Petrovič gioca al gatto col topo con Raskol’nikov
VI: dove Raskol’nikov improvvisamente in cuor suo sente quasi una sensazione di felicità

Delitto e castigo: parte terza

I: dove Razumichin espone la sua teoria su verità e menzogna, e Avdot’ja Romanovna cammina avanti e indietro
II: dove Razumichin legge la lettera di Pëtr Petrovič Lužin
III: dove Raskol’nikov capisce che non potrà più parlare del tutto con nessuno
IV: dove uno sconosciuto segue Sof’ja Semënovna Marmeladova, detta Sonja
V: dove Raskol’nikov e Porfirij Petrovič disquisiscono sugli uomini ordinari e straordinari
VI: dove uno sconosciuto, forse un artigiano, dà dell’assassino a Raskol’nikov

Delitto e castigo: parte seconda

I: dove Raskol’nikov viene convocato dalla polizia
II: dove Raskol’nikov va a trovare Razumichin
III: dove Raskol’nikov continua a guardarsi attorno agitato e sconvolto
IV: dove Razumichin fa una ricostruzione molto acuta, forse troppo
V: dove Pëtr Petrovič Lužin illustra i pregi dell’individualismo capitalista
VI: dove Raskol’nikov torna sulla scena del delitto
VII: dove Marmeladov chiede un sacerdote