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Il calcio

Da quando non sono più obbligato al cazzeggio quotidiano dal lavoro, guardo (quasi) solo cose che mi interessano. Aggiungendoci la mia lontananza dall’Italia e dalla relativa quotidianità e informazione, posso finalmente dire di non sapere più nulla di calcio.

Non so niente di calcio mercato, gossip, calendari, interviste, non so chi allena chi, come sta andando, le classifiche. Fino a pochi giorni fa non sapevo neanche se era iniziato il campionato (italiano, tedesco, inglese, qualsiasi campionato) o quando si giocasse la Champions League. Ci ho messo quasi trent’anni, ma alla fine ce l’ho fatta: il calcio non significa assolutamente più nulla per me.

Vedere i mondiali in Germania: l’ineluttabile fine di tutte le cose

Era nell’aria fin dalla prima partita, unici momenti di sbandamento contro un Ghana sfortunato nei gironi e una sorprendente Algeria, poi la marcia trionfante fino all’inevitabile fine. Una fine un po’ meno inevitabile guardando la partita, e per questo ancora più amara.
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Vedere i mondiali in Germania: le semifinali dell’orrore

…o anche l’orrore si avvicina.
Comunque non che siano state due brutte finali, anzi per quanto riguarda la prima non potrei ritenermi più soddisfatto, purtroppo poi nella seconda si è vanificata l’unica possibilità di vedere trionfare una squadra di mio gradimento. Anzi, vedo delinearsi sempre più concreta all’orizzonte l’ombra nefasta del quarto mondiale teutonico. Fiumi di birra, bandiere in ogni dove, canti sguaiati (come se non fosse già così).
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Vedere i mondiali in Germania: il riassuntone

logo-brazil-20141Ora che si è giunti alla solita drammatica terza partita del girone decisiva per l’Italia, e che soprattutto ho la connessione da casa, posso parlare di questi mondiali e di come li sto vedendo dalla Germania.
Inutile dire che si parla dei mondiali di calcio in Brasile (quelli di atletica a Pechino sono l’anno prossimo), e altrettanto inutile dire che non ne parlerò dal punto di vista calcistico, che lo fanno già tutti e meglio di me.
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(breve) viaggio in Portogallo #1

Breve resoconto in pillole di un breve viaggio in Portogallo

GIORNO 1 – INCONTRI IN AEROPORTO
I viaggiatori si svegliano alle 6 di mattina per prendere l’aereo che li porterà in Portogallo, più precisamente a Porto. Il suddetto aereo parte alle 11.30 e Bologna non è tanto lontana, ma i viaggiatori sanno bene che di Trenitalia non c’è da fidarsi, così arrivano in aeroporto con largo anticipo, tanto da fare due chiacchiere con un uomo solito andare in Portogallo per lavoro, per montare o supervisionare macchine e meccanismi. Ulteriori dettagli non sono dati nonostante la loquacità del personaggio, il quale li delizierà con qualche perla da viaggiatore esperto. Il narratore, che altri non è che uno dei due viaggiatori, ne ricorda (e riporta) un paio: “Per me la vacanza è stare a casa, dormire nel mio letto, andare a funghi” e “Se uno deve andare in Pakistan è meglio andare all’ospedale”. I viaggiatori per fortuna non devono andare in Pakistan, ma in Portogallo, che l’uomo ben più esperto di loro (non solo per l’età) sostiene essere una bella terra, dove andare con piacere. Continue Reading →