pianoforte

Pianoforte ritrovato

A volte, quando torno a suonare il piano di casa dopo tanto tempo, ho come l’illusione di suonare meglio di prima.
Forse è che faccio più attenzione ai dettagli che prima suonavo con troppa facilità.
Forse è che non azzardo più pezzi troppo difficili, e mi limito al repertorio alla mia portata.
Forse è che mi mancava il pianoforte di casa, il suo suono e le sensazioni sotto le dita.
Forse è che mi sbaglio.

Un pianoforte sotto l’acqua

IMG_20140628_231351Non avevo mai suonato il pianoforte all’aperto, tanto meno per un concerto, tanto meno sotto l’acqua.
Mi è successo venerdì scorso per la Sommerfest della mia scuola di tedesco (la famigerata VHS). Mi sono lasciato convincere anche per la possibilità di tornare a suonare un piano, cosa che mi mancava molto, e così mi sono ritrovato a suonare in una piazzetta alle 7 di sera per un pubblico molto variegato e non troppo interessato, un’amplificazione un po’ dubbia, una simpatica pioggerella a bagnare i tasti e il vento che mi strappava le fotocopie degli spartiti.
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addio in la, versione video e infinita

Oggi, fra una valigia, un saluto e una commissione da fare, sono riuscito anche a salutare il mio pianoforte. L’ho fatto con una versione rimaneggiata e decisamente più lunga di un vecchio pezzo. Pezzo già registrato in ben due versioni tra l’altro (1 e 2).
Alla fine è poco più di un’improvvisazione zoppa, stonata, imperfetta. Non poteva essere diversamente. Anche il video (fatto negli stessi ritagli di tempo e per una versione più corta) è quel che deve essere.
Anche addio in la / infinite è al suo posto ora.